Di primo mattino
controllava le api
se miele se sonno
se vento cattivo
gli uccelli a volte
confondevano le onde
e anche le nuvole
un po’ incerte
se uscire trionfanti
o dubbiose
caricate a pioggia.
Lei no, occhi a margherita
compitava le labbra
per controllare le
semine: un tanto a patate
un campo di grano
dell’orzo. Ah, insalata
tenera e amara.
I vestiti, in colore
pastello
il sorriso bello come
il sole d’aprile
ma non spesso
solo come sorpresa
per non essere sprovvista
(tra virtù e dedizione)
di segreti e intimità
con chi conquista
fiducia
Ecco, si diceva
fiducia e lealtà
merce rara ai giorni nostri
e pensava agli amici
poveri da sempre
non per disgrazia
non per sfortune capitate
ma per scelte continue
pagate
con gli occhi diritti
e un rossore di guance
quasi a dire:
mai perdemmo gli antichi
pudori
4 maggio 2012 lino di gianni
Piaceri-poesia-lino di gianni
un certo bagnato delle foglie
dopo che piove
quel verde scuro che nessuno
può riprodurre
il cielo azzurro e gli ori
delle stelle di van gogh
visti a parigi
per caso, all’improvviso
quel cielo che si rovescia
quando baci la prima volta
quella donna
un sentirsi capiti
attraverso
gli occhi
e non conoscersi
mai
un libro che leggi
che non sapresti scrivere
che aspettava
l’incontro
la forza docile
e rivoluzionaria
di un bambino
che deve ancora imparare
tutto
del male
del bene
un pezzo di musica classica
chi suona sparisce
io che ascolto e li
inseguo per dire
ancora ancora
il pane che lievita
e l’insalata che spunta
il sorriso che si apre
come se fosse per caso
e quella certa barca
che da sola
mi trasporta in mare
e né io
né lei
abbiamo più
voglia di tornare
5 maggio 2012






